Concerto di Gala, raduno Assoarma 22 maggio 2015

 

 

Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, 22 maggio 2015
Musiche del tempo della Grande Guerra
Orchestra di fiati del Conservatorio “Jacopo Tomadini” – Udine

“L’idea che ci stimola, forse utopistica, è che la cultura possa dare un prezioso contributo alla comprensione di quello che è successo, per poter dire una volta per tutte: mai più in futuro” (Michele Coralli) 

 Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano;” (Luca 6,27)

Pensare alla Prima Guerra Mondiale significa anzitutto dedicare un pensiero ai giovani di una generazione che si sono massacrati a vicenda nel nome di interessi effimeri. Questo concerto vuole essere una serie di riflessioni musicali sul tema della Guerra, del ricordo, della memoria attraverso i suoni di giovani, coetanei dei tanti caduti della Prima Guerra Mondiale, studenti del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.
Marco Somadossi

 

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Michele Novaro (1818-1885)                               IL CANTO DEGLI ITALIANI
arr. G.Gazzani                                                         (Inno Nazionale)

 

L’inno, assieme al Tricolore e al presidente della Repubblica, rappresenta uno dei tre simboli dell’unità nazionale. Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani godé di un riscontro e diffusione unica tanto da divenire immediatamente uno fra gli inni risorgimentali maggiormente riconosciuti. E’curioso come Giuseppe Verdi, nel suo Inno alle Nazioni, affidò proprio al Canto degli Italiani – e non alla Marcia Reale – il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Sebbene adottato provvisoriamente come inno nazionale già il 12 ottobre 1946, a tutt’oggi il canto degli italiani non è stato ancora ufficializzato quale Inno dello Stato Italiano.

Friedrich Silcher (1789-1860)                              ICH HATT’EINEN KAMERADEN
arr. M. Somadossi

Ich hatt’ einen Kameraden,
Einen bessern findst du nit.
Die Trommel schlug zum Streite,
Er ging an meiner Seite
In gleichem Schritt und Tritt.Eine Kugel kam geflogen:
Gilt sie mir oder gilt sie dir?
Sie hat ihn weggerissen,
Er liegt zu meinen Füßen
Als wär’s ein Stück von mir.Will mir die Hand noch reichen,
Derweil ich eben lad’.
“Kann dir die Hand nicht geben,
Bleib du im ew’gen Leben
Mein guter Kamerad!”.
Avevo un camerata,
che miglior non puoi trovar.
In marcia e in battaglia,
di pari passo andava
vicino sempre a me,Fischiò una palla a un tratto:
è per me oppur per te?
Colpito ti ha in fronte,
tu giaci ai miei piedi:
sei parte di me che muor:Mi tendi ancor la mano,
mentre debbo caricar.
La man non posso darti,
anche in ciel per me rimani,
Mio buon Camerata!

 

Giuseppe Piantoni (1890- 1950)                        SUL MONTELLO (1918)
trascr. G.Cannistrà                                               Gran marcia sinfonica, dedicata al generale A. Diaz (zona di guerra                                                                                             20.08.1918)

prima esecuzione

Sul Montello (gran marcia sinfonica per orchestra) è un brano composto da Giuseppe Piantoni (1890-1950) in “zona di guerra” nell’ottobre 1918 e dedicato al Gen. Armando Diaz dopo la battaglia del “Solstizio” del giugno 1918 alla quale partecipò da Ufficiale di Fanteria del Regio Esercito. Combatté anche la “battaglia di Gorizia” dell’agosto 1916 dopo la quale scrive “Inno a Gorizia” per canto e pianoforte dedicato al Gen. Luigi Cadorna. Sempre in “zona di guerra” scriverà altra musica sinfonica e da camera. Durante la Guerra fu creduto disertore e poi assolto dalla corte marziale con la motivazione che “gli artisti hanno da pensare a ben altro che a fare la guerra, essendo il loro un mondo tutto particolare”. Originario di Rimini studia composizione tra Pesaro e Bologna (tra cui anche con Mascagni) e dopo la Guerra si stabilisce in Puglia dove svolge un’intensa carriera di Maestro Direttore di Banda. Compone cinque opere liriche e tanta musica sinfonica originale per banda e per altre formazioni. La trascrizione per banda di Sul Montello è stata curata dal CMS Cannistrà Giorgio, studente di strumentazione per banda al Conservatorio Tomadini di Udine e componente della Musica d’Ordinanza della Brigata Alpina “Julia”.

 

Nicolaj Rimskij Korsakov (1844-1908)             CONCERTO PER TROMBONE E BANDA
arr. C. McAlister                                                     trombone solista  prof. Domenico Lazzaroni
Docente classe di Trombone

Composto nel 1877, il concerto per trombone e banda di Nicolaj Rimskij Korsakov, fu scritto per un collega ufficiale della marina, Leonov, mentre era maestro dell’orchestra militare di San Pietroburgo. La prima esecuzione avvenne il 16 marzo 1878 a Kronstadt. Il concerto, suddiviso nei tre classici movimenti Allegro Vivace, Andante cantabile e Allegro-Allegretto in stile di marcia è considerato uno dei più importanti concerti per trombone solista.

 

Antonio d’Elia (1897-1958)                                  FANTASIA MILITARE ITALICA
arr. Walter Cragnolin                                             prima esecuzione moderna

Antonio d’Elia (1897 – 1958), nato a Mirabella Eclano (CT), studiò al Conservatorio S.Pietro a Maiella di Napoli conseguendo il diploma di clarinetto (1916) e composizione (1923). Su suggerimento dell’allora Direttore Francesco Cilea si dedica allo studio della Strumentazione per Banda conseguendo il suo terzo diploma nella classe di Raffaele Caravaglios . Nella sua carriera musicale assunse ruoli importanti presso le principali bande italiane, tra cui ricordiamo la carica di direttore della Banda di Catania, di Roma, di Venezia e della Guardia di Finanza, ricoperta ininterrottamente dal 1932 per 25 Anni. Nell’agosto del 1941 compose la “Rapsodia Militare Italiana”, una composizione sinfonica in quattro movimenti (Mattino, Notturno, Scherzo, Tema con Variazioni), liberamente concepita ed elaborata, in cui confluiscono i principali canti dalle nostre FF.AA, intonati nelle trincee nel periodo della Grande Guerra. La trascrizione e revisione per Symphonic Band è stata curata da Walter Cragnolin allievo del triennio di Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati al Conservatorio Tomadini di Udine.

 

Franz Suppé (1819-1895)                                    POETA E CONTADINO
trascr. T.Takahashi                                                Overture

Francesco Ezechiele Ermenegildo, Cavaliere Suppé-Demelli, o come è più comunemente noto oggi, Franz von Suppé, nacque a Spalato (Split), allora città dell’Impero austriaco, da genitori di origine italo-belga e austriaca nel 1819. Si traferì a Verona per studiare flauto e armonia per poi iscriversi alla Facoltà di Legge all’Università di Padova dove, sebbene di nascosto dal padre, continuò lo studio della musica. Venuto in contatto con molti musicisti del tempo, fra i quali Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti e il giovane Giuseppe Verdi, alla morte del padre si trasferisce a Vienna dove si iscrive alla scuola Gesellschaft der Musikfreunde (“Amici della Musica”); per provvedere al proprio sostentamento insegna italiano. Dopo aver terminato gli studi, nel 1840, la vita di Suppè, allora ventunenne, ebbe una svolta decisiva quando conobbe Franz Pokorny, il direttore del Theater in der Josefstadt, che gli offrì il posto di direttore d’orchestra nel suo teatro. Successivamente il compositore ricoprì questo ruolo anche al Theater an der Wien e, dal 1865 al Carltheater. Franz Pokorny rimase impressionato dall’abilità del giovane compositore, tanto che divenne il suo sponsor personale. Con l’operetta in due atti “Das Pensionat”, rappresentata nel 1860 e dedicata alla figlia del suo benefattore, arriva finalmente il successo agognato che porterà il giovane musicista ad essere definito il re dell’0peretta viennese. Sebbene oggi le sue opere e operette siano cadute quasi tutte nell’oblio, le sue brillanti e coloratissime ouvertures continuano a essere eseguite con buona frequenza nelle sale da concerto di tutto il mondo. L’overture ”Dichter und Bauer” (“Poeta e “Contadino”), curiosamente è stata pure uno dei brani maggiormente presenti, durante il primo conflitto mondiale, nei programmi dei concerti delle bande militari per i soldati al fronte.  

G.Verdi (1813-1901)                                              DI PROVENZA IL MAR, IL SUOL
arr. M.Somadossi                                                   da Traviata
baritono Domenico Balzani
docente Classe di Canto
docente Classe Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati

 

“Di Provenza il mare e il suol, chi dal cor ti cancellò?” Con queste parole, associate a una delle più belle e celebri arie per baritono del repertorio verdiano, Giorgio Germont supplica il figlio Alfredo di dimenticare Violetta Valery e ritornare a casa, al luogo natio, in Provenza, in cui un tempo viveva felice e spensierato. Chi conosce La Traviata, sa che i suoi sforzi saranno vani.
Una vita felice e spensierata nella propria terra accanto alla propria famiglia: sono le stesse parole e desideri presenti in quel magnifico, ma straziante,  spaccato di vita rintracciabile negli epistolari di guerra dei soldati al fronte. Una testimonianza che gli stessi soldati ricercavano, come riportato in numerose cronache, attraverso l’ascolto e l’esecuzione, con i più disparati strumenti, di queste arie d’opera.

 

Renato Miani (1965)                                              NOTTURNO per Baritono e Orchestra di Fiati
prima esecuzione                                                                                                                                                                                     baritono Domenico Balzani
docente Classe di Canto
docente Classe di Composizione

 

E’ una meditazione che trae origine da Aj preât la biele stele, uno dei canti popolari friulani più suggestivi. Legato al dramma della Grande Guerra, questo canto viene presentato nella prima parte della composizione immerso in un clima sonoro di ispirazione novecentesca. Dopo una breve sezione-ponte di carattere più aggressivo segue la seconda parte, dove l’incipit del motivo popolare fa da contrappunto ad una nuova idea tematica, basata su Tristis est anima mea, un frammento testuale tratto dai Responsori della settimana santa.

 

Gastaldon (1861-1939)                                         MUSICA PROIBITA
arr. M. Somadossi                                                 baritono Domenico Balzani
docente Classe di Canto
docente Classe Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati

 

Stanislao Gastaldon è il compositore ancora oggi ricordato esclusivamente come l’autore di Musica proibita: la romanza fu composta nel 1881 e rese l’autore inaspettatamente celebre a soli vent’anni. In tutte le sue parti, Musica proibita rispecchia la romanza da salotto di pieno Ottocento. La melodia è l’essenza di questa pagina, la sua immediatezza il segreto di tanto successo. Semplice ma per nulla banale. “Musica proibita”, ancora oggi eseguita dai migliori interpreti del nostro tempo, è considerata una delle più belle espressioni di questo genere musicale.

 

E.A. Mario                                                               LA CANZONE DEL PIAVE
arr. M.Somadossi                                                   baritono Domenico Balzani
docente Classe di Canto
docente Classe Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati
La leggenda del Piave fu composta nel giugno 1918 subito dopo la battaglia del Solstizio, e ben presto venne fatta conoscere ai soldati dal cantante Enrico Demma (Raffaele Gattordo). L’inno contribuì a ridare morale alle truppe italiane, al punto che il generale Armando Diaz inviò un telegramma all’autore nel quale sosteneva che aveva giovato alla riscossa nazionale più di quanto avesse potuto fare lui stesso: «La vostra leggenda del Piave al fronte è più di un generale!». Venne poi pubblicata da Giovanni Gaeta con lo pseudonimo di E. A. Mario il 20 settembre del 1918, circa quaranta giorni prima della fine delle ostilità. Durante la seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, il governo italiano la adottò provvisoriamente come inno nazionale, in sostituzione della Marcia Reale. La canzone del Piave ebbe la funzione di inno nazionale italiano fino al 12 ottobre 1946, quando fu sostituita da Il Canto degli italiani di Goffredo Mameli e Michele Novaro.

 

Kenneth Alford                                                     QUICK MARCH “HOLYROOD”                                                                                                                                                            (marcia Inglese prima guerra mondiale)

 

Domenico Lazzaroni, trombone solista

Nato a Rovato (BS) nel 1967, ha studiato presso il Conservatorio Statale di Musica “Luca Marenzio” di Brescia sotto la guida del M° Guido Delmonte, diplomandosi in Trombone nel 1987 con il massimo dei voti. Dal 1986 ha collaborato, in qualità di Primo Trombone, con le seguenti orchestre: I Solisti Veneti (diretti dal M° Claudio Scimone), Orchestra del Teatro Comunale di Bologna (diretta dal M° Riccardo Chailly), Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna “A. Toscanini” (diretta dal M° Vladimir Delman), Orchestra da Camera di Padova e del Veneto (diretta dal M° Peter Maag),I Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Internazionale d’Italia (diretta dal M° Donato Renzetti), Orchestra Regionale Toscana, Orchestra del Festival Internazionale di Brescia e Bergamo (diretta dal M° Agostino Orizio). Ha inoltre collaborato, per concerti in Italia e all’estero, con i seguenti Gruppi Strumentali: Carme di Milano, Ottoni di Brescia (con cui ha vinto il “Concorso Internazionale Città di Stresa 1987” II° premio, e   la “Rassegna Concertistica I° premio Città di Arco 1986” I° premio), Ottoni di Verona, Gruppo Strumentale “Gli Ottoni del Teatro G. Verdi” di Trieste, “Ex Novo Ensemble” di Venezia, Gruppo Strumentale “Novecento e Oltre” del M° Antonio Ballista, “I Barocchisti” di Lugano (diretti dal M° Diego Fasolis, per concerti in Italia e all’estero). Nel 1991 vince il Concorso Nazionale di “Primo Trombone” per l’Orchestra del Teatro “G. Verdi” di Trieste. Nel 1994 fonda il Gruppo Strumentale “Gli Ottoni del Teatro G. Verdi”, formato dall’intera sezione di tromboni e basso tuba della sua orchestra, con cui rappresenta il Teatro “G. Verdi” per concerti nella regione Friuli Venezia Giulia, in Slovenia e in Croazia. Dal 2004  insegna Trombone e Eufonio presso il Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” di Udine. È stato il primo trombonista a cui il Teatro “G. Verdi” di Trieste ha affidato concerti da solista con i seguenti brani: G. Viozzi, “Concerto” per Corno Tromba Trombone e orchestra; F. David, “Concertino” op. 4 in Mi b Maggiore per Trombone e orchestra (segnalato dal “Brass Bulletin” Rivista Internazionale degli Ottoni); N. Rota, “Concerto” per Trombone e orchestra; E. Bozza, “Ballade” per Trombone e orchestra. Ha eseguito in concerto, inoltre: di G. Langford, “Raphsody” per Trombone e Brass Band; di F. Fontanot, “Phonema” per Trombone e Pianoforte (Prima Esecuzione Assoluta); di V. Mortari, “Evocazione” per Trombone e Orchestra; di S. Šulek “Sonata, vox Gabrieli” per Trombone e Pianoforte; di H. de Groot “Paraphrase on an irish song” per Eufonio e Pianoforte; di A. Pryor “Blue bells of Scotland” per Trombone e Brass Band; di L. Grondal “Concerto” per Trombone e Brass Band; di R. Korsakov “Concerto” per Trombone e Banda. Dal 2000 la “Pizzicato Verlag Helvetia” pubblica sue trascrizioni per gruppi di ottoni e sue revisioni delle musiche per ottoni di Franco Margola. Ha al suo attivo più di 40 incisioni CD e DVD di Sinfonie, Opere, Operette.

 

 

Domenico Balzani, baritono
Domenico Balzani è nato ad Alghero nel 1968. E’ sposato e padre di due figlie. Nel 1992 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università degli Studi di Sassari e nel 1993 il Diploma in Canto presso il Conservatorio di Musica di Verona. Nel 2012 ha conseguito la Laurea in Discipline Musicali con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Rovigo. Nel 2013 ha conseguito la Laurea Magistrale in Economia e Gestione delle Arti e Beni Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. E’ Docente di Project Management dello Spettacolo e di Organizzazione e Legislazione dello Spettacolo e Canto Lirico  presso prestigiose Università e Accademie Internazionali quali: Wiener Meister Course, Israel Music University Givat Ram, Opera di Verona, Conservatorio di Brescia, Conservatorio di Pavia, Conservatorio di Udine. Il suo nome risulta inserito nella ristretta rosa degli esperti di Gestione Amministrativa e Contabile del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Collabora in Qualità di Docente di Project Management e Organizzazione Culturale con il Ma.DAMM  (Master in Direzione Artistica e Management Musicale) Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banco di Lucca e Conservatorio di Lucca. Nel 2011 ha pubblicato il volume “Lucia di Lammermoor, appunti di studio e di interpretazione” edito da Audax Editrice. Come Cantante Lirico dal 1999 ha intrapreso una brillante carriera che lo vede vincitore di numerosi concorsi tra cui il “Basiola” di Cremona, il “Tagliavini” di Deutschlandsberg (Austria), Concorso Internazionale di Spoleto ed il “Rosetum” di Milano. E’ stato anche finalista del  “Placido Domingo Operalia” ad Amburgo. Grazie ad un repertorio vastissimo che comprende i principali ruoli brillanti e drammatici delle opere di Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, Donizetti e del repertorio francese ha potuto collaborare con prestigiosi direttori d’orchestra tra i quali figurano Yuri Ahronovich, Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Michel Plasson, Anton Guadagno, Maurizio Arena ,Pinchas Steimberg, Donato Renzetti, e registi come Franco Zeffirelli, Maurizio Scaparro, Hugo de Ana, Christopher Loy, Mario Martone, Giuseppe Patroni Griffi, Luca Ronconi, Nicolas Joel, J.L. Grinda, G. Del Monaco.Tra i principali teatri in cui si esibisce figurano il Deutches Oper di Berlino, Oper Frankfurt, Massimo di Palermo, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Lirico di Cagliari, Regio di Torino, Festival Puccini di Torre del Lago, Teatro Verdi di Trieste, Opera National di Instambul, Opera National di Lima(Perù), Concertgebown di Amsterdam, Teatro Bellini di Catania, Opera di Montpellier, Opera di Toulouse, Opera National du Rhin Strasbourg, Opera di Basilea, Opera di Roma-Terme di Caracalla, Tokio National Theatre, Avenches Opera Festival, Israeli Opera, Teatro dell’Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Opera Nazionale di Budapest , Opera di Malta, Opera di Palm Beach, Opera di Toronto, Opera di Atene, Arena di Verona, Opera Royal di Wallonie in Belgio, Comunale di Bologna, Kiev National Opera, Teatro Sao Carlo di Lisbona. Ha al suo attivo numerose incisioni di Opere Liriche e album monografici per Decca, Bongiovanni e Phaedra.

 

 

Renato Miani, compositore
(Udine 1965), ha studiato composizione con D. Zanettovich, ed ha seguito corsi di perfezionamento con F. Nieder e W. Rihm. Ha ottenuto vari riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali (Friburgo, Amsterdam, Vienna, Tolosa, Roma, Brescia, Pescara, Perugia, Arezzo…). Sue opere sono state eseguite in diverse manifestazioni in Italia ed all’Estero, fra le quali: Festival “F. Schubert” al Musikverein di Vienna, Stagione concertistica del Wiener Konzerthaus, Concerti della Technischen Universität di Vienna, “Gaudeamus Music-Week” di Amsterdam, Festival de Musique Sacree di Friburgo, “Schumannsplitter” al Mozarteum di Salisburgo, “Akzente” al Konzerthaus di Klagenfurt, “Expan”- Werkstatt für neue Musik di Spittal, International Rewiew of Composers di Belgrado, Encuentro de musica contemporanea di Camaguey, “Nuove musiche d’Europa e Cina” e Stagione Ex Novo al Teatro la Fenice di Venezia, Biennale di Venezia, “ContempoPratoFestival”, Stagione del Teatro Giovanni da Udine, Festival Contemporanea, Amici della Musica di Udine e di Mestre, Pordenonelegge, Mittelfest… Docente di Composizione al Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, ha insegnato presso l’Università di Udine ed è stato ospite al Mozarteum di Salisburgo.

 

 

Marco Somadossi, compositore, direttore

Marco Somadossi nasce a Rovereto nel 1968. Compie gli studi musicali presso il Conservatorio F. A. Bonporti di Trento diplomandosi in Trombone, in Strumentazione per Banda e laureandosi in Direzione e Composizione per banda con il massimo dei voti e la lode (Tilburg, NL). Ha approfondito lo studio della composizione con Stephen Meililo (Usa)  e James Barnes (Usa), quello della direzione con Jan Cober (NL), Felix Hauswirth (CH) e Jo Conjaerts (NL). Dopo un’intensa attività artistica come strumentista (Orchestra Giovanile Italiana, Youth Symphonic Band of the European Communities, Junge Schweizer Philarmonie, Pomeriggi musicali di Milano, Cameristi di Verona, Accademia Filarmonica Trentina, APM Brass Ensemble, En Chamade, Sudtiroler Blaserensemble, Symphonic Winds e molti altri) che lo ha portato ad esibirsi nei più importanti Teatri italiani ed europei, si è dedicato  alla composizione e alla direzione di Orchestre di Fiati e di ensemble strumentali. E’ spesso invitato come direttore ospite in numerose orchestre, ad importanti festival in Italia e all’estero, nonché come docente di stage o corsi di direzione. Le sue composizioni, edite da Scomegna Edizioni Musicali, sono state brano d’obbligo nei più importanti concorsi d’esecuzione europei e nazionali e sono state eseguite in tutta Europa, America e Asia (Banda Esercito, Banda della Polizia di Stato, Banda della Guardia di Finanza, Banda da Armada Portugal, Musikkorps der Bundeswehr,ecc..). E’ spesso invitato come membro di giuria in concorsi nazionali ed internazionali sia di esecuzione che di composizione. Ha vinto numerosi premi a concorsi internazionali di composizione (“Pietro Pernice”, Corciano, ARGE-ALP, Sinnai ecc.). Ha all’attivo numerose incisioni con le emittenti televisive e radiofoniche nazionali e con l’etichetta Scomegna, Paragon, Tawa. E‘ stato il curatore di un numero speciale di “Amadeus” dedicato alla banda. Oltre alla composizione di musica originale per orchestra di fiati, si è dedicato a lavori di trascrizione e di arrangiamento mantenendo sempre un stile personale e riconoscibilissimo. Come direttore ha lavorato sia nel campo della musica colta che in quello della musica leggera collaborando, tra l’altro, con i cantanti pop Antonella Ruggiero, Goran Bregovic, Tosca, Chiara Luppi.. In ambito didattico s’è distinto con  progetti volti ai giovani musicisti di rilevanza nazionale tanto da esser definiti “una sorta di sistema Abreau italiano”.  E’ docente di Composizione e Direzione per Orchestra di Fiati presso il Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine. E’ direttore del Corpo Musicale di Albiano (1997), della Banda Giovanile ANBIMA FVG (2005), e dell’Orchestra di Fiati Euregio (Austria).

 

 

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