Difficile – difficult

Composizioni di difficoltà alta o elevata per grandi organici. Il grado di difficoltà varia dal 4 al 6.
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Fanfare and Hymn for peace

grade level: 4
duration: 8’55”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione: 2004
Commissionata in occasione del XIII Festival Internazionale delle Bande Militari di Modena 2004, la composizione si articola nella tipica forma musicale di questo genere: introduzione (fanfara), inno, adagio, ripresa. Introdotto dallo squillo iniziale – un omaggio ad una caratteristica tipica dei brani di carattere militare ed al festival che ha commissionato la composizione – il brano si sviluppa attraverso un inno marziale e solenne a cui è contrapposto un adagio dal carattere più intenso e meditativo. Il brano termina con una ripresa elaborata del tema dell’inno. Vi è però, in questa suddivisione, una soluzione di continuità immediatamente percepibile: la sezione dell’inno, cuore dell’intera composizione, genera tutti gli elementi caratteristici dell’intero brano. Dai primi suoni proposti nello squillo fino alla coda nasce quindi un brano musicale a sviluppo continuo: una struttura che cresce e poggia sull’idea iniziale e che si arricchisce di nuovi elementi che a questa si riuniscono ed intrecciano. Ne scaturisce una musica che può considerarsi un simbolo di forza;una forza che unisce, che sviluppa e si arricchisce di idee diverse. La forza della pace. La pace nella forza delle idee. Fanfare and Hymn for Peace è una composizione dedicata a questo concetto. Il brano è stato eseguito in prima assoluta il 7 luglio 2004 dalla Banda dell’Esercito Italiano diretta dal M° Fulvio Creux nel cortile d’onore del palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia Militare. Con questa composizione Marco Somadossi ha vinto il primo premio assoluto al VII concorso internazionale di composizione per banda “Pietro Pernice” di Canicattini Bagni (SR).

Via della terra

grade level: 4
duration: 8’55”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione:
Comporre musica è anche immaginare il suono di qualcosa che un proprio suono non ha. “Via della Terra” è una colonna sonora senza film, è un racconto senza narratore; “Via della Terra” è una via di una città, ma non una qualsiasi, perché se una strada potesse raccontare la sua storia, “Via della terra” non saprebbe dove cominciare, ne dove e se finire. La via di cui parliamo è popolata di suoni come tutte le vie della terra, ma nessuno di questi le è mai appartenuto per più di un istante: giusto il tempo di riflettersi qua e là e poi via, via dalla terra per perdersi nell’aria. I passi di Mozart bambino accompagnati dal suo fischiettare qualche musica mai più pensata né scritta; i pensieri filosofici, o le semplici preoccupazioni quotidiane, pronunciate da Rosmini a qualche compagno (sottovoce? o declamate?); i commenti agitati o scherzosi di coloro che per primi videro le opere futuriste di Depero; le voci dei venditori del mercato, rese più forte ed acute dal rumoroso affollarsi delle donne ai banchetti della seta frusciante e colorata (quanti desideri; silenziose pause fra un pettegolezzo e l’altro); l’urlo assoluto e devastante dei cannoni che violano ogni luogo delle città e ferisce i corpi e mutila le memorie di coloro che la abitavano è seguito da un’eternità di respiri trattenuti. Via della Terra è l’antica via imperiale sul cui asse sorse e si sviluppò la città di Rovereto. Via della Terra è la musica per un’immaginaria, impossibile rappresentazione simultanea di tutte le sue storie. Il musicista che l’ha composta vive e ama questo luogo da sempre e innumerevoli volte ha immaginato le voci, i profumi, le figure e le vite che l’attraversano. Con la composizione “Via della Terra”, Marco Somadossi ha vinto il 2° premio (1° non assegnato) al XXI Concorso Internazionale di composizione originale per banda di Corciano per i brani di difficoltà 4.

To the Moon

grade level: 5
duration: 8’30”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione: 2018

Io vorrei che nella luna ci si andasse con il vapore per poter far all’amore con le donne di lassù /Io vorrei che nell’inferno ci si andasse in diligenza per veder se la coscienza è l’eguale di quassù/Io vorrei che in paradiso ci si andasse in biroccino per vedere Gesù Bambino e ‘l buon uomo di suo papà

L’immagine che esprime questo canto popolare ottocentesco originario della Lombardia ma diffuso su tutto il territorio dell’arco alpino è di una semplicità e sincerità commovente come solo i canti popolari sanno raccontare: la descrizione di un giovanotto che, al chiaro di luna, s’interroga sui valori della vita. Questa è stata la ragione che ha spinto il compositore ad inserire questo motivo tradizionale in una composizione dedicata al 50° anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla luna per grande banda sinfonica. Una composizione che sfrutta tutta la tavolozza timbrica e le potenzialità di una orchestra di fiati mettendo alla prova tutti i musicisti con passaggi virtuosistici di estrema difficoltà. Pur usando un linguaggio variegato per stile e lessico, la composizione fa riferimento ad una forma prettamente classica: la forma sonata. All’interno di questa struttura le sezioni, però, non rispettano l’ordine canonico ma con la loro inusuale successione concorrono a sviluppare quel senso di libertà e leggerezza che caratterizza l’intera composizione. “To the Moon” è una sinfonia ispirata alla gioia e alla spensieratezza che un paio di scarpe colorate e una motoretta in una calda serata primaverile possono donare guardando la luna. Marco Somadossi ha composto questo brano cercando di condividere e augurare a musicisti ed ascoltatori questa felicità. “To the Moon” è stata commissionata dal Festival Bandistico Internazionale di Besana Brianza, dir. Armando Saldarini.

SAH
Al Nitak, Al Nilam, Mintaka

grade level: 4
duration: 8’21”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione:

Flumen

grade level: 5
duration: 9’30”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione:
Nell’ottobre 2000, la più grande onda di piena del fiume Po degli ultimi cento anni ha prodotto un evento naturale di drammatiche dimensioni. Migliaia di persone si sono impegnate per difendere i paesi minacciati dall’alluvione ed a questi valorosi, è dedicato il poema sinfonico intitolato “Flumen” (fiume in latino) che attinge al materiale tematico della sequenza gregoriana “Victimae paschali laudes”. ne elabora l’idea melodica principale trasfigurandone la sostanza in un’alchimia sonora moderna da cui, a tratti, affiorano echi arcaici. La composizione si articola in due parti: la prima (il fiume) descrive il crescere della piena, la seconda (la gente) rievoca la lotta dell’uomo contro le forze della natura. La composizione si articola in due parti: ad una prima (“Il fiume”) cupa e minacciosa, che dipinge con i suoni le torbide acque del fiume e l’inesorabile e spaventoso crescendo della piena, reagisce una seconda sezione (“La gente”) dal carattere ritmicamente primitivo e dal sapore vagamente multietnico (rintracciabile negli intrecci modali). Qui è rievocata l’ancestrale lotta ingaggiata dall’uomo con le forze della natura: la strenua difesa delle genti del Po dalle minacce di esondazione. Le idee tematiche dei due episodi si intrecciano e si sovrappongono nel finale che ristabilisce idealmente un simbolico equilibrio primordiale dove uomo e natura sono tutt’uno.
La composizione è stata commissionata e dedicata all’Orchestra di Fiati del Teatro di Guastalla, dir. Leonardo Tenca

C.C.C. Cjarlins Clarinet Concert

grade level: 5
duration: 10’00”
publisher: www.scomegna.com
anno composizione:
Concerto per Clarinetto (o violoncello)