Guerra di Pace, in memoriam 1918 – 2018 CD

Guerra di pace FB

18 milioni di morti e 20 milioni di feriti in quattro anni di conflitto.
Danni materiali impressionanti, economie disastrate, e per completare “la festa” un’epidemia di febbre “spagnola” che decima la già debilitata popolazione europea. Questa è stata la prima guerra mondiale.
Un aspetto spesso trascurato nelle celebrazioni che ricordano questa immane tragedia è stata la perdita delle intelligenze: intere schiere di scienziati, letterati, artisti, musicisti decimate in nome di che cosa? Sulle montagne vicino a casa combattevano e morivano i docenti e i ricercatori dell’Università di Vienna che già stavano elaborando le prime teorie sulla relatività. Un pittore a me particolarmente caro, Franz Marc, moriva a Verdun. L’architetto Sant’Elia a Monfalcone, Una miriade di talenti non sviluppati.
Quanti amori non espressi? Quante vite non realizzate? Quanti amori consumati per la prima volta nei bordelli a seguito delle truppe? E i sentimenti, i pensieri, le aspirazioni?
Per non parlare poi delle donne e delle famiglie direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto: un tessuto sociale lacerato che ben presto darà segni di squilibrio e porterà il continente, in poco più di vent’anni ad un altro conflitto che coinvolgerà l’intero mondo. Faccio fatica a vedere “vittorie” nel ricordare la prima guerra mondiale. Faccio fatica a vivere il mito della vittoria nelle manifestazioni di questi giorni.
Per questo motivo ho voluto sviluppare, in questi quattro anni di manifestazioni a ricordo dei cent’anni della prima guerra mondiale, una serie di appuntamenti e manifestazioni che andassero a cercare e sviluppare una narrazione che raccontasse pure qualcos’altro.

Con questo CD voglio ringraziare tutte quelle persone che mi hanno permesso di raccontare e che hanno raccontato con me “la guerra della gente”. Un tema che ho sempre sentito vicino (vuoi per i luoghi dove sono nato e lavoro) e che sentivo l’esigenza di raccontare con i mezzi che mi sono più propri.
Sono molte ma ad ognuno di loro rivolgo, guardandoli negli occhi, il mio più sentito e sincero grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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